Anche se siamo solo ad Agosto l’Us Agropoli sta già vivendo uno dei momenti più importanti della sua stagione. La prima squadra dopo il mancato ripescaggio (anche se la dirigenza spera ancora) è alle prese con l’allestimento della rosa che affronterà il prossimo campionato di Eccellenza. Subito dopo questa dovrebbe esserci il settore giovanile, con a capo Gennaro Russo dopo che Franco Di Biasi è passato al ruolo di direttore generale della prima squadra.

Ancora non trapelano importanti, e soprattutto, ufficiali notizie su quante squadre avranno i delfini. Se si partirà dai più piccoli fino ad arrivare alla juniores oppure se ci saranno, come negli ultimi, anni solo 2/3 organici.

Ad Agropoli un vero e proprio settore giovanile manca da quando non esiste più la DLF, successivamente Jugend. Non ce ne vogliano le società di adesso ma prima era tutto altra cosa. Il sogno, quello che di certo accomuna la maggior parte degli sportivi di Agropoli, è di riavere un’organizzazione tale da poter essere motivo di orgoglio come accadeva in passato. Chiedete a chiunque, tutte le squadre del Dopolavoro Ferroviario vincevano campionati e soprattutto preparavano i ragazzi a una carriera nel calcio (che sia stata di Serie B o di 1° categoria). S’insegnava a stare in una squadra con professionalità già a 10 anni. 

Il merito era senza dubbio degli allenatori che prima di insegnare calcio davano ai piccoli campioni cultura sportiva e disciplina. Fattori che oggi davvero si trovano con difficoltà. Proprio la nuova società dell’Agropoli è chiamata a ritrovare tutti questi valori e inoltre ha la grande fortuna di poterlo fare con una nuova lista di tecnici preparati figli proprio della generazione più prolifica del calcio giovanile della capitale del Cilento. Peppe Cianfrone, Francesco Di Vattimo, Raffele Abeti, Domenico Cannalonga, Francesco D’Anisi, Luca Malandrino, Vincenzo Margiotta (quest’anno allo Scalea ma anche lui già studia per diventare tecnico), Nellino Chiariello sono tutti ragazzi che hanno studiato, investendo anche importanti risorse, per essere allenatori, preparatori, osservatori. L’Us Agropoli li chiami, retribuendoli ovviamente, e dia il settore giovanile in mano a loro. Dai pulcini fino alla juniores, ogni categoria con un allenatore della città, magari con Caciotta a supervisionare il tutto. E’ un sogno? Assolutamente no. Anzi, paradossalmente, è più facile a farsi che a dirsi.