Intervista a Giggetto Serrapede che a 50 anni vince un altro campionato

La redazione di Agropoli SportMag vuole rendere onore ad un calciatore ed allenatore che ha fatto la storia del calcio campano e nazionale. Stiamo parlando di Iginio Serrapede (da tutti conosciuto come Giggetto) che mercoledì scorso ha vinto il campionato di Terza Categoria con la maglia del Real Vatolla. Per Giggetto si tratta dell’ennesimo successo dato che è arrivato a 50 anni a termine di una carriera molto significativa.

Come valuti questa stagione passata con la maglia del Real Vatolla?
“Abbiamo vinto un grande campionato a +12 sulla seconda a cinque giornate dalla fine. E’ stata una bella esperienza anche se eravamo una squadra di veterani e per l’appunto a 50 anni è stato per me uno sfizio, anzi, un modo per sentirmi ancora giovane e contribuire ancora per il mondo del calcio. Molti possono credere che questa sia una categoria semplice ma in realtà ci sono tanti giovani validi e vincere alla mia età è una gran soddisfazione.”

A 50 anni sei ancora un top player, la prossima stagione continuerai a giocare?
“No…non credo di poter continuare a giocare anche perché l’età si fa sentire e il fatto di non avere una continuità negli allenamenti ti porta ad essere maggiormente soggetto ad infortuni. Sono stato molto contento di aver fatto parte del Real Vatolla, hanno insistito affinché potessi aiutare questi ragazzi ed ho accettato con piacere anche se spesso sono partito dalla panchina e, nonostante sei gol messi a segno, sono contento anche di aver fatto qualche assist importante. In questa squadra ho avuto soprattutto la funzione di leader in quanto ho dato consigli ai calciatori più giovani e ho sempre cercato di tenere il gruppo compatto, sempre rispettando le scelte dell’allenatore.”

Qual’è stato l’anno più bello della tua carriera? Raccontaci qualcosa a riguardo…
“Eh, ho avuto una carriera molto lunga, ma se dovessi scegliere un anno in particolare dico 1990 quando portai la Juve Stabia in Serie C al termine di un grande campionato. Per il resto ho giocato in tante squadre blasonate e posso vantarmi di essere stato un attaccante che ha spesso segnato gol decisivi. Non potrò mai dimenticare esperienze come Arezzo, Formia, Saviano, Palmese, Gioiese, Gelbison e soprattutto la squadra della mia città, l’Agropoli. Ho visto crescere tanti calciatori che hanno militato e attualmente militano in squadre professioniste come Gennaro Sardo, Davide Moscardelli, il preparatore dei portieri Mariani che mi ha spesso detto che avrei meritato palcoscenici ancor più prestigiosi. Insomma, ho avuto una carriera molto ricca e la mia soddisfazione più grande è che molte persone si ricordano ancora di me e questa cosa mi fa particolarmente piacere perché mi fa capire di aver lasciato un segno.”

Da agropolese DOC dacci un tuo parere sulla stagione dell’US Agropoli?
“L’Agropoli di quest’anno è una squadra molto forte, se solo avessero preso certi provvedimenti un po’ di tempo fa secondo me avrebbe tranquillamente vinto il campionato senza dover disputare lo spareggio. Inutile dire che sarò presente ad Avellino per lo spareggio contro il Sorrento anche se il “Partenio” mi fa un po’ paura dato che l’Agropoli ha perso la finale di Coppa Italia nel 2012 contro il Savoia e una partita contro la Cavese in campo neutro negli anni 90′ con il sottoscritto presente in campo. Sono abbastanza superstizioso e spero che l’Agropoli possa finalmente sfatare questo tabù vincendo il campionato.”

AgropoliSportMag

Contenuto frutto della redazione di AgropoliSportMag

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