Criticare il Santa Maria significa manifestarne la superiorità

Negli ultimi anni la Polisportiva Santa Maria ha fatto parlare molto di sé. Quasi sempre in maniera positiva anche perché sarebbe difficile dire il contrario. Ovviamente tutte queste attenzioni hanno portato molto interesse sul lavoro della società giallorossa. Da un lato i tanti commenti positivi per il gran lavoro svolto in questi anni; dall’altro le solite malelingue che fino a qualche mese fa non conoscevano nemmeno il progetto e che ora la domenica alle cinque la prima cosa che fanno è vedere il risultato della squadra di Pirozzi (come se poi fosse quella la cosa importante). A Santa Maria, intanto, per chi ancora non lo sapesse, è nata una Scuola Calcio Élite.

  • Requisiti Scuola Calcio Élite: ogni squadra deve essere affidata ad una persona in possesso di qualifica federale UEFA o Istruttore Giovani Calciatori (ante 1998) o Allenatore di III Categoria (ante 1998) rilasciata dal Settore Tecnico o, in alternativa, formata dal Settore Giovanile e Scolastico attraverso la partecipazione con esito positivo all’ex corso per Istruttore di Scuola di Calcio CONI-FIGC. Qualora ci sia la necessità di prevedere la presenza di un secondo istruttore per mantenere adeguato il rapporto Istruttori/Calciatori, si raccomanda l’affidamento a persona qualificata o, in alternativa ad un Preparatore Atletico di Settore Giovanile iscritto all’albo del Settore Tecnico opportunamente tesserato per la Società, o a Laureati in Scienze Motorie o a Diplomati ISEF. Per la categoria Piccoli Amici il presente criterio potrà essere soddisfatto anche affidando l’incarico ad un Preparatore Atletico di Settore Giovanile iscritto all’albo del Settore Tecnico opportunamente tesserato per la Società, o, in alternativa a Laureati in Scienze Motorie o a Diplomati ISEF.

Ma oltre ai titoli è nato un vero punto di riferimento per tutto il territorio. Certo, bisogna dire la verità, con tante risorse economiche è anche più facile lavorare bene. Non è una legge scritta, molti sbagliano anche in questi casi, ma tutto può risultare comunque meno complicato. Avranno ovviamente dei difetti anche lì e commetteranno i propri errori, tutti li fanno. Ma ciò non significa che ogni occasione deve essere quella buona per dar aria alla bocca. Ma l’agropolese medio è così, quando non può competere critica. Si parla degli altri quando è sotto gli occhi di tutti quella farsa che ad Agropoli amano chiamare settore giovanile. Attenzione: farsa per la società, non per chi ci mette tempo e sacrifici. La dirigenza si riempie la bocca, poi al primo mercato di Dicembre fa i soliti imbrogli per prendere giocatori dei quali non si aveva assolutamente l’esigenza. Il tutto distruggendo quasi totalmente le risorse che erano arrivate in prima squadra dalla Juniores della passata stagione. Questa sarà anche la sorte dei ragazzi dei futuri gruppi? E allora a cosa serve stare ad Agropoli? Tanto lavoro e poi appena arriva il primo procuratore si manda il lavoro di anni alle ortiche. E poi sentiamo parlare di programmazione, bisogna trattenersi dal ridere. Santa Maria, insomma, si è presa la scena. Di certo ha posto le basi in un territorio tutt’altro che saturo. Negli ultimi anni un po’ dappertutto si era perso il senso della Scuola Calcio tenendo conto solo di rette e pagamenti. Non che a Santa Maria non lo facciano, ma almeno ci hanno messo la competenza e l’organizzazione.

Insomma, questo è il quadro. Agropoli è indietro e a ha tanto da imparare. Magari a Santa Maria impereranno da noi come vincere un derby, il segreto è proprio imparare da chi fa le cose meglio di te. Ma nemmeno di questo siamo capaci perchè l’importante è poter dire: “Ha pers’ u’ Santa Maria, so cuntent'”. Che amarezza…

Enrico Serrapede

Co-ideatore di AgropoliSportMag, redattore presso Ubitennis e Cronache del Salernitano. Agropolese, chiaramente, marito e padre felice. 

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