Mancanza di riconoscenza

Il calcio è strano, frase sentita e risentita, e vive di equilibri molto particolari spesso e volentieri difficili da capire e persino da concepire. Agropoli, purtroppo, quest’anno non è da meno. Parliamo non solo di Agropoli ma di ragazzi di Agropoli e questo è quello che ci mette più tristezza di tutto. A inizio anno i delfini, in piena crisi societaria, hanno fatto affidamento su un gruppo di ragazzi della nostra città per partire in una stagione che si prospettava all’alba davvero difficile e complicata. Non faremo i nomi di questa decina di ragazzi anche perchè oguno ha fatto la sua parte. Chi più chi meno hanno onorato la maglia della nostra città ogni giorno, in ogni allenamento e partita. Non è importante, come detto, quantificare le presenze e i minuti, Perchè che siano una quindicina di gare oppure uno scampolo di partita poco cambia. Questi ragazzi quando l’Agropoli non conosceva nemmeno il suo destino erano lì. Si sono allenati un’estate interna con serietà e professionalità, ovviamente senza percepire nessun compenso. Giocavano gratis, si allenavano gratis, non gravavano sulle casse della società ma anzi davano tutto quello che potevano in campo. Con orgoglio, professionalità e dedizione alla causa. Quando l’Agropoli era in crisi ha fatto affidamento su di loro. Ora però questi ragazzi, quasi tutti frutto del vivaio dei delfini, non esistono più. Sono prima stati esclusi dalle dinamiche della prima squadra e da questa settimana sono stati messi addirittura alla porta. Non si alleneranno più infatti con il gruppo della prima squadra. Spediti con la Juniores, a fine Gennaio! Roba da non credere. Una scorrettezza non solo professionale ma nei confronti di tutti gli agropolesi. Questa società ha sfruttato queste risorse, reali, e poi le ha buttate nel cassonetto. Ma vai a vedere che adesso nessuno di questi è più in grado di dare due calci a un pallone? Che poi con molta serietà ognuno di loro aveva accettato il proprio ruolo. Persino di non giocare mai ma all’occorrenza di farsi trovare pronto. A cosa serve a questo punto avere una squadra e riempirsi la bocca di agropolesità? Questi sono i valori che questa squadra ha deciso di portare avanti? Permetteci a questo punto non ne vale la pena… Questo calcio non ci appartiene. Fatto di accordi, favori, pressioni. Ma andate a farlo da un’altra parte ed è giusto che la gente le cose le sappia. In questa squadra non c’è spazio per i giovani di Agropoli pronti a crescere sotto la bandiera dell’US Agropoli! Venite da fuori, vi prendono sicuro…

Enrico Serrapede

Co-ideatore di AgropoliSportMag, redattore presso Ubitennis e Cronache del Salernitano. Agropolese, chiaramente, marito e padre felice. 

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