Chiamasi certezze

La sfida di sabato pomeriggio contro il Santa Maria ha fatto emergere, una volta per tutte, le grandi certezze dell’Us Agropoli 2018/2019. Certo, una squadra è fatto di collettivo e non di singoli. È importante precisarlo altrimenti verrebbe meno la prima fondamentale regola degli sport di squadra. Però in gruppo, seppur sincronizzato all’unisono, non possono mai mancare le prestazioni sopra le righe dei singoli. E proprio queste sono alla base di quanto staremo per dire. Sono cinque, infatti, le pedine fondamentali dei delfini. Non ce ne vogliano gli altri ma ci sono giocatori che per tutto l’anno hanno dimostrato di aver doti sopra la media e soprattutto un peso estremamente rilevante sui risultati della squadra.

Partiamo dalla difesa dove Giorgio Giura è il vero capitano in campo. Ovvio che la fascia deve restare sempre sul braccio di chi ha fatto dell’Agropoli una scelta di vita ma il difensore laziale ha dimostrato una leadership imprescindibile. Della quale è impossibile privarsene.

Salendo con lo scacchiera tattico è Juri Masocco la colonna del centrocampo. Sabato solo una ventina di minuti che però sono serviti a far capire chi comanda lì in mezzo. Masocco l’ha dimostrato all’allenatore, al pubblico e pure agli avversari. Onestamente non gli si può chiedere di più.

La perla del centrocampo oggi però è Giuseppe Natiello. Maturato a dismisura nei due anni nel Cilento. Forse meglio dire consacratosi. Quantità e qualità con giocate di classe cristallina portate in campo con la semplicità di chi da del tu al pallone. Ma oltre tutto il calciatore è sempre decisivo. Segna e fa segnare, probabilmente siamo di fronte al miglior giocatore del campionato.

D’Attilio è il collante tra centrocampo e attacco. Trattato malissimo l’anno scorso si è preso una rivincita dopo l’altra. Sacrificio senza pari mista alla maturità di chi si prende la squadra sulle spalle dal primo all’ultimo minuto.

Infine c’è il capitano. Maturato anche lui perché oggi ha capito che può essere decisivo anche senza strafare. Donato sta diventando un giocatore vero perché si è calato nella mentalità vincente di chi vuole far parlare il campo.

Insomma, ogni squadra ha delle colonne e su queste l’Agropoli di Esposito ha messo le basi per i successi passati e soprattutto futuri.

Enrico Serrapede

Co-ideatore di AgropoliSportMag, redattore presso Ubitennis e Cronache del Salernitano. Agropolese, chiaramente, marito e padre felice. 

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