L’Agropoli degli ultimi dieci anni

Domani pomeriggio contro il Grumentum Val D’Agri l’Agropoli scenderà in campo per l’ultima partita del decennio. Dieci storici per l’Agropoli che ha toccato il punto di massimo splendore sia calcistico che di prestigio. Sono tanti, tantissimi, i momenti che hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni dei delfini e purtroppo non tutti sono belli.

Prima di tutto, del campo, delle partite, dei giocatori c’è da ricordare chi in questo decennio ci ha lasciato. Chi ci ha fatto grandi, in un senso o nell’altro, e oggi non è più con noi. Il pensiero va al nostro Carmine Palluotto spentosi davvero troppo troppo in fretta e che ogni giorno non smettiamo di ricordare nei nostri cuori. Palluotto era la guida dei tifosi, capace di aggregare davvero tutti. I tifosi ogni domenica lo portano con loro in casa e in trasferta e non c’è partita senza il suo coro: “Alè, alè, Carmine Alè… Sarai sempre con noi”. Il ringraziamento va inoltre a tutte le squadre e giocatori che spesso hanno reso omaggio al nostro grande capo ultrà con un mazzo di fiori prima di una partita. Senza dimenticare, infine, gli amici di Sant’Antonio Abate molto vicini alla nostra tifoseria in quei tristi giorni. Un pensiero, a ogni modo, non solo a Carmine ma anche a tanti altri che hanno dato tanto alla nostra maglia ma che oggi non ci sono più: l’ex presidente Barlotti, l’Avvocato Pasquale Russo, Emilio Cirillo, Tanino Taddeo e ultimo solo per cronologia un altro storico tifoso Carminiello spentosi proprio dopo un derby tra Gelbison e Agropoli.

Il campo, invece, nonostante l’andamento di questa stagione ha dato davvero grandi soddisfazioni. Domenico Cerruti è stato di certo il presidente del decennio. Colui che ha portato l’Agropoli di nuovo al suo splendore soprattutto insieme al socio Magna mentre con Puglisi l’Agropoli ha sfiorato due volte la Serie D ma non è stata amata come nei primi anni del duo Cerruti-Magna. Cerruti ha preso i delfini retrocessi in Promozione a San Valentino Torio per poi portarli in Serie D fino al massimo risultato della sua storia la finale playoff del girone I contro l’Akragas dove la squadra all’epoca allenata da Pirozzi ancora grida vendetta per un rigore solare non fischiato al novantesimo su Michele Tarallo. C’è stata anche una retrocessione e tante finali perse. La prima di Coppa Italia contro il Savoia in un Partenio freddissimo. Sempre ad Avellino l’altra finale con il Sorrento persa davvero per episodi incredibili. Infine le finali di playoff contro Castrovillari e Brindisi, due gare giocate davvero male e che erano alla portata dell’Agropoli. Oggi Cerruti non è più il presidente dell’Agropoli, in estate ha lasciato la squadra a Walter Taccone che a sua volta l’ha messa nelle mani di Stefano Bisogno e nonostante ci si ritrovi ancora a metà stagione l’Agropoli sembra già retrocessa. Come finirà sarà solo il tempo a dircelo.

Dopo i presidenti ci sono gli allenatori e i giocatori. Tra i primi impossibile non ricordare Ciccio Tudisco autore di un capolavoro che ha riportato l’Agropoli in Serie D. Pirozzi invece l’ha fatta grande sia per il gioco che per i risultati. Infine Dellisanti e Santosuosso autori di due storiche salvezze in extremis. Tra i giocatori invece impossibile non citare per primo Donato Capozzoli diventato quasi recordman di presenze all time. Dopo di due un posto speciale nella storia dell’Agropoli l’hanno preso gli agropolesi Margiotta e Landolfi autori soprattutto della fantastica cavalcata che ha riportato l’Agropoli in quarta serie. Per il resto ne sono passati in tanti, ovviamente qualcuno sarà ricordato più di qualcun’altro. Ad esempio Raffaele Di Giacomo che anche dopo essere andato via ha sempre speso parole bellissime per agropoli e gli agropolesi.

Enrico Serrapede

Co-ideatore di AgropoliSportMag, redattore presso Ubitennis e Cronache del Salernitano. Agropolese, chiaramente, marito e padre felice. 

Rispondi