E’ una stagione maledetta

Da tre settimane ormai l’Agropoli scende in campo con una diversa gestione. Precaria ma di certo integra, con le idee ben chiare per questo finale di stagione e soprattutto per il futuro. Sono cambiate insomma tante cose ma purtroppo certe altre non si possono modificare perchè indipendenti dal volere dei singoli. In questa circostanza parliamo della sfortuna che sta colpendo una squadra che in questo momento ha bisogno di tutto tranne che di una buona dose in più di imprevisti.

Forse è il karma per aver aspettato troppo prima di fare la rivoluzione o forse semplicemente siamo di fronte a un’annata che male è partita e peggio vuol finire. Le ultime tre gare ne sono la prova: contro il Gladiator (come oggi) il solito gol nel recupero del primo tempo e poi, dopo il pareggio, il palo all’ultimo minuto che ha negato all’Agropoli tre punti che mancano dal derby contro la Nocerina; il derby con la Gelbison invece ha condannato l’Agropoli alla sconfitta dopo un’espulsione a dir poco generosa e soprattutto dopo non aver subito neanche un tiro in porta su azione (per carità chi vince ha sempre ragione ma comunque non si può nascondere la verità); oggi ancora una volta una partita giocata alla pari e ancora una volta una partita persa. Procopio l’aveva detto che la squadra si stesse allenando bene e nonostante le assenze pesanti oggi ha fatto la solita signora partita.

Il primo gol, questo pomeriggio, dopo un primo tempo attento, è frutto di un’uscita disastrosa all’ultimo minuto di recupero della prima frazione. Il secondo di Yeboah, secondo gol in carriera all’Agropoli dopo quello nel derby di tre anni fa, in contropiede a quindici minuti dalla fine. La gara sta tutta qui. Il cuore non basta, l’orgoglio e l’organizzazione nemmeno quando di fronte oltre alle difficoltà quotidiane si ci mette anche la sfortuna.

Enrico Serrapede

Co-ideatore di AgropoliSportMag, redattore presso Ubitennis e Cronache del Salernitano. Agropolese, chiaramente, marito e padre felice. 

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